martedì 14 gennaio 2025

Breviario giubilare coiSanti della carità S. Felice, prete e martire di Nola

San Felice da Nola Sacerdote e martire
Festa: 14 gennaio

Nola, III sec. - 14 gennaio 313?


La memoria di san Felice da Nola è arrivata a noi grazie all'opera di san Paolino da Nola, che "valorizzò" il luogo della sua sepoltura. Felice era nato nel III secolo e fu collaboratore del vescovo Massimo: davanti alla persecuzione, però, il presule dovette rifugiarsi lontano dalla città. Felice, invece, fu catturato e torturato; secondo la tradizione venne salvato miracolosamente. Fu solo con la pace costantiniana nel 313 che il sacerdote poté tornare a Nola. Per questa prova egli è venerato come martire, anche se non venne ucciso dai persecutori. La comunità locale lo avrebbe voluto come vescovo ma lui oppose un deciso rifiuto e scelse di vivere in povertà fino alla morte.

Etimologia: Felice = contento, dal latino

Martirologio Romano: A Nola in Campania, san Felice, sacerdote, che, come riferisce san Paolino, durante l’imperversare delle persecuzioni, patì in carcere atroci torture e, una volta ristabilita la pace, fece ritorno tra i suoi, ritirandosi in povertà fino ad avanzata vecchiaia, invitto confessore della fede.

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A sei km da Nola, a Cimitile vi è uno dei più importanti complessi paleocristiani del Mezzogiorno d’Italia; fino al II secolo d.C. esisteva una necropoli pagana, vicino alla quale i primi cristiani della zona, seppellirono i loro morti in un ‘cæmeterium’, termine da cui deriva il toponimo di Cimitile.
In seguito i nolani vi deposero le spoglie del prete s. Felice, la fama dei miracoli che si verificarono sulla tomba del santo, fece della località, una meta di pellegrinaggio. Già nel IV secolo, nel recinto erano presenti diverse basiliche, divenute sei nei tempi successivi, esse sono adiacenti fra loro, alcune sovrapposte e sono: San Felice in Pincis, Santo Stefano, San Giovanni, San Paolino, Santissimi Martiri e San Gaulonio, ad esse si aggiunge la parrocchiale del 1789, posta in alto sul sito archeologico e dedicata anch’essa a San Felice in Pincis.
L’origine di questi importanti luoghi di culto e di preghiera, si collega ad un ‘monasterium’ fatto costruire dal vescovo di Nola s. Paolino, originario di Bordeaux, il quale stabilendosi nel 394 a Cimitile ne determinò la crescita, infatti presso il ‘monasterium’ si riunirono molti amici del santo vescovo, divenuto poi il santo patrono di Nola e a cui è dedicata, nel giorno della sua festa il 22 giugno, la grande e celebre Festa dei Gigli di Nola; questi uomini, conducendo una vita di lavoro e di preghiera, anticiparono di un secolo la Regola di s. Benedetto.
S. Paolino divenuto vescovo di Nola nel 409, lasciò il ‘monasterium’, ingrandì il cimitero e fece costruire la Basilica Nuova (400-403) inglobata poi nel XVI secolo nella Basilica di S. Giovanni; questa comunicava mediante un passaggio a triplice arcata, con quella di San Felice in Pincis.
Quest’ultima è senz’altro la più importante delle sette basiliche, edificata nel IV secolo, sui resti della necropoli dei “gentili” di Nola, custodisce il sepolcro del prete martire s. Felice, custodito in un’arca formata da una celletta, in cui furono deposti anche i resti di altri due vescovi.
La piccola costruzione divenne un “martyrium” con una apertura che serviva di passaggio ai fedeli che introducevano nella tomba degli unguenti, ritenuti miracolosi e protettivi contro le malattie, dopo il contatto con il corpo del santo.
Il sepolcro è inserito in un’edicola monumentale, sorretta da colonne e decorata da un mosaico del V secolo, il tutto incastonato nella più ampia Basilica; il sepolcro-altare, inizialmente piccolo e povero, divenne come la sorgente di edifici spaziosi e rimane adesso come una gemma incastonata in cinque basiliche, i cui tetti, visti da lontano danno l’immagine di una grande città; così come lo descriveva s. Paolino nel carme 18.
Tutto quello che si conosce di s. Felice, ci è trasmesso dal santo vescovo Paolino, il quale già devoto del santo, quando arrivò a Nola ed a Cimitile, gli dedicò ben 14 dei suoi carmi, che sono detti ‘natalizi’ (carmina natalizia) perché scritti dal 395 al 409 nella ricorrenza del ‘dies natalis’ della festa del santo, il 14 gennaio.
Il racconto poetico di Paolino è il primo documento storico della vita di s. Felice, cioè la prima elaborazione scritta della tradizione orale, da lui appresa in zona.
Felice nacque a Nola nel III secolo da padre siro, trasferitosi dall’Oriente in Italia, molto ricco; aveva un fratello Ermia che scelse la carriera militare, mentre lui si consacrò a Cristo come presbitero.
Divenne fedele collaboratore del vescovo di Nola, Massimo, che durante l’ultima persecuzione contro i cristiani, lasciò Nola per rifugiarsi in luogo deserto, lasciando in città il prete Felice che voleva come suo successore.
Ma Felice fu imprigionato e torturato, poi liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse nel luogo deserto, dove il vecchio vescovo Massimo era moribondo, consumato dagli stenti e dalle sofferenze. Lo rifocillò con il succo di uva miracolosa e poi caricatolo sulle spalle, lo riportò a Nola, affidandolo alle cure di una anziana cristiana.
Durante la sospensione della persecuzione, poté riprendere il suo ministero sacerdotale, ma quando la persecuzione riprese, Felice fu di nuovo ricercato, ma egli sfuggì alla cattura rifugiandosi in una cisterna disseccata, dove per sei mesi fu alimentato, senza essere conosciuto, da una pia donna.
Cessata definitivamente la persecuzione con la pace di Costantino (313), Felice ritorna a Nola, dove morto il vecchio vescovo Massimo viene candidato a succedergli, ma egli rifiuta a favore del prete Quinto, rinuncia anche ai beni che gli erano stati confiscati e trascorre il resto dei suoi giorni nella povertà e nel lavoro.
Non si consce l’anno della sua morte, alcuni dati dicono sotto Valeriano (258), ma come spiegare che sia lui, che il vescovo Massimo non furono uccisi, è probabile quindi che siano morti dopo la pace di Costantino, quindi dopo il 313.
S. Felice fu comunque sempre venerato come martire, anche se non era stato ucciso, ma certamente aveva tanto sofferto e solo miracolosamente aveva avuto salva la vita. La sua tomba fu detta “Ara Veritatis”, perché gli si attribuiva particolare efficacia per il trionfo della verità, contro gli spergiuri.
Al santo patrono di Cimitile, sono dedicate dai fedeli ben due feste con processioni, che iniziate il 5 gennaio, vengono completate il 14 gennaio, giorno della sua festa liturgica; la prima parte dall’antichissimo sepolcro nell’area delle basiliche paleocristiane e finisce nell’ultima in ordine di tempo, cioè nella chiesa parrocchiale di S. Felice in Pincis; l’altra percorre il paese di Cimitile.
San Paolino resta il suo più grande cantore, con i ‘carmina’ ne descrive i numerosi miracoli operati, il culto che riceveva, la descrizione particolareggiata dei luoghi, delle primitive basiliche; ma nonostante ciò San Felice, forse per il suo nome, così numeroso nell’agiografia cristiana, fu confuso spesso con altri santi omonimi, che portarono ad un culto fuori della zona nolana, anche a Roma (in Pincis); inoltre la presenza di un presunto protovescovo di Nola (festa il 15 novembre) di nome s. Felice, ha complicato l’identificazione.
Ma è fuori discussione che il s. Felice, prete martire di Nola, è quello celebrato il 14 gennaio.


Autore: Antonio Borrelli


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Fonte Santi e beati










giovedì 20 agosto 2015

La Mefite di Rocca San Felice nell'Irpinia di Pietro Leonardi, Milano, 1940



LA "MEFITE" DI ROCCA S. FELICE NELL'IRPINIA
            
            Con piacere apprendiamo del restauro cnservativo del castello di Rocca e dell'ideazione e realizzazione dei sentieri della Mefite.

             Come contributo si pubblicano alcuni itineari di visita a Rocca nei tempi passati.
              Buona visita e lettura!
                                                     §§§§§§§
 
            I grand tour per il passato hanno interessato Rocca San Felice, con sorpresa ho ritrovato sulla prestigiosa rivista “LE VIE D’ITALIA, rivista mensile della Consociazione Turistica Italiana, A. XLVI, Marzo 1940, n. 3 edita a Milano della medesima Associazione, che successivamente prenderà il nome del Touring Club Italiano. Colpisce l’interesse per le zone interne dell’Irpinia, per la celebre Valle di Ansanto ed in particolare per il paese di Rocca San Felice. Sull’Irpinia di queste annate viene riportato solo il reportage su Montevergine. Viene riproposto sul Bollettino di S. Felicita, il raro articolo, impreziosito anche da bellissime foto d’epoca dell’autore,  con l’invito fare di più per far conoscere la “piccola Assisi dell’Irpinia” nel mondo. ( Giovanni Orsogna)
Abstract:
 
E
bbi occasione recentemente di visitare la zona compresa tra Frigento e S. Angelo dei Lombardi nell' Irpinia, zona la quale, oltre a riuscire assai piacevole per l'amenità dei suoi colli e per la sua tipica architettura rurale, presenta grande interesse per alcuni notevoli fenomeni naturali, consistenti in emanazioni gassose talora imponenti.

LA CARATTERISTICA FONTANA NELLA PIAZZA   DI  ROCCA S. FELICE.  (Fotog. dell'Autore}

La principale tra queste è quella nota, nella zona, col nome di « Mefite », la quale vanta una rinomanza assai antica, essendo conosciuta da tempo immemorabile e citata anche da vari autori classici, tra cui Virgilio, che nell'Eneide immaginò in questa località « saevi spiracula Ditis ».
Per visitare la « Mefite » partendo dalla cittadina di S. Angelo dei. Lombardi, si può andare in automobile fino al caratteristico paesino di Rocca S. Felice, seguendo per breve tratto la Via Appia.

Questa via passa poco a Nord di S. Angelo, alle falde di una serie di colline costituite da conglomerati pliocenici, le quali, con la loro morfologia giovanile a fianchi piuttosto ripidi, sono più adatte alla vegetazione arborea che alle coltivazioni.
ROCCA SAN FELICE VISTA DA LONTANO, DA’ L’IMPRESSIONE DI UN BRANCO DI PECORE PASCENTI SOTTO LA VIGILANZA DEL PASTORE, SI NOTI IL CONTRASTO  FRA LA MORFOLOGIA DELLA RUPE CALCAREA ISOLATA DEL CASTELLO E QUELLA DELLE CIRCOSTANTI COLLINE COSTITUITE DAL COMPLESSO DELLE COSI DETTE “ARGILLE SCAGLIOSE”.

Oltrepassata la rustica chiesetta dell'Assunta si lasciano queste colline per proseguire in di­rezione di Frigento. È interessante osservare il cambiamento che si verifica nella morfologia locale al passaggio dalla zona conglomeratica suddetta ad una zona corrispondente, invece, a vasti affioramenti delle cosiddette « argille sca­gliose », che sono un complesso arenaceo-argillloso più antico. Non abbiamo più ora le linee piuttosto aspre delle colline di S. Angelo, ma na distesa di dossi a linee assai, dolci e pendici verdeggianti di prati o biondeggianti di messi.
Lasciata poco dopo anche la strada per Frigento, si scende con larghe curve al grazioso paesino di Rocca S. Felice, il quale, con la ca­ratteristica e dignitosa architettura seicentesca di alcune sue case e della fontana che orna la sua piazza, rivela passate condizioni di vita ab­bastanza florida.
L'impronta essenziale delle vecchie case di questa zona dell’Irpinia è costituita da graziose logge con architrave sostenuto da esili colon­nine, ed è assai spiacevole che nella costruzione delle case moderne si trascuri questo elemento architettonico così elegante.
La parte più antica del paese è addossata al versante meridionale di una rupe isolata, co­stituita da bianchi calcari probabilmente cre­tacei, sulla cui vetta si ergono le pittoresche rovine di un turrito castello medioevale.
Si tratta, con ogni probabilità, di un ca­stello longobardo, in cui la tradizione locale vorrebbe fosse morto in prigionia un figlio di Federico II.

IL CASTELLO DI ROCCA SAN FELICE, IN CUI SECONDO LA TRADIZIONE, SAREBBE MORTO DI PRIGIONIA UNO DEI FIGLI DI FEDERICO  II.


LA CARATTERISTICA FONTANA NELLA PIAZZA DI ROCCA S- FELICE. (Fotog... dell'Autore}
UNA VECCHIA CASA DI ROCCA SAN FELICE

Osservando il paese da lontano si ha l'impressione di un branco di pecore pascenti sotto la vigilanza del pastore. La parte più recente dell'abitato si allontana invece dalla rupe, stenden­dosi sul ripiano verdeggiante che fiancheggia la strada per la quale si arriva a Rocca S. Felice.
È curioso, anzi, il fatto che, per costruire le nuove case, gli abitanti, anziché far uso dei ma­teriali calcarei o arenacei del territorio circo­stante, trovano più comodo utilizzare il mate­riale ricavato dalla demolizione delle vecchie case addossate alla rupe, con evidente danno al pittoresco aspetto della parte antica del paese.
In questa è particolarmente degna di nota la piazza, nel cui centro si erge un annoso tiglio circondato da banchi di pietra, e le cui costru­zioni costituiscono un complesso pieno di carrattere, che sarebbe desiderabile non venisse sfigurato con demolizioni o nuove costruzioni utilitarie.

Lasciata Rocca S. Felice, si prosegue a ca­vallo a piedi per una comoda mulattiera, la quale conduce in breve alla bella chiesetta di S. Felicita, fiancheggiata da un caratteristico gruppo di giganti arborei. Qui si scende in una vicina valletta, sul cui fondo si trova appunto la famosa “Mefite”.
Essa comprende vari orifizi sparsi lungo il ruscello, dai quali sfuggono notevoli quantità di  gas . Il fenomeno presenta la massima intensità su un ripiano sul fianco destro della valle, dove si affondano varie pozze – alcune delle quali crateriforme – di acqua fangosa intensamente ribollente per la fuoriuscita di gas, i quali sollevano l’acqua ad una certa altezza in corrispondenza degli orifizi dando l’illusione che si tratti di sorgenti d’acqua anziché  di semplici manifestazioni gassose.
Il fenomeno si è reso anche più evidente dall’aspetto desolato del terreno circostante. Ciò deriva dal fatto che i gas emessi con tanta intensità hanno notevolmente alterato le rocce circostanti e impediscono il prospettare della vegetazione.
Abbiamo quindi tutto attorno, per un raggio abbastanza considerevole, una zona di rocce e di detriti biancheggianti (ricoperti qua e là da incrostazioni cristalline e da cristalli sparsi di minerali vari) che contrasta stranamente con le verdeggianti pendici dei colli circostanti.
L'esistenza della « Mefite » ha spiacevoli conseguenze anche per la vita animale della zona, in quantoché i gas, nei­giorni in cui il vento non li allontana dalla depressione valli va, vi sostano in quantità rilevante, egli animali che vi giungono ignari rimangono soffocati.
Oltre alle monete, vi si rinvengono comunemente anelli, pendagli, fibule, vetri, lampade, oggetti votivi in terracotta, ecc.; e da ciò taluno deduce l'antica esistenza, nelle imme­diate vicinanze, del culto di una « dea Mefite” ».

ROCCA PANORAMA9.jpg
LA -MEFITE» PRESSO ROCCA S. FELICE. SI NOTINO I PICC01.I BACINI CRATERFORMI, IL GRANDE BACINO CON L'ACQUAFANGOSA RIBOLLENTE PER L'USCITA DEI GAS E LA DESOLAZIONE DEL TERRENO CIRCOSTANTI!. 

Del resto, sculture ed iscrizioni romane : sono abbastanza frequenti in tutta questa zona, "che; unisce a pregi naturali ed artistici anche una certa importanza archeologica.

È, quindi, un peccato che, data la lontananza dell’Irpinia dalle principali correnti turistiche, il territorio di S. Angelo e Frigento sia assai meno conosciuto di quanto meriterebbe.
PIERO LEONARDI


martedì 6 agosto 2013

Click - Un messaggio per te! Domenica 4 Agosto 2013


Medioevo a la Rocca - XVIII edizione- Tutto pronto per l'evento

Medioevo a la Rocca XVIIIa edizione


a Rocca San Felice (Av)
 


22 23 24 25 AGOSTO


Medioevo a la Rocca – XVIIIa edizione
a Rocca San Felice (Av)
22 – 23 – 24 – 25 AGOSTO
GIOVEDI’ 22 AGOSTO
Ore 21,00 La Prigionia di Margherita di Svevia :
Apparizione del Fantasma sul Castello
Dal Castello - Rievocazione del volo delle Lucciole
La Bottega de lo MASTRO MEDIEVALE: Armi e
Strumenti
Ore 21,00: Il Drago Bianco: Antonio BONURA -
Fuoco e mangiatore di fuoco
Spettacolo e manipolazione del fuoco: -
Ordine del Lupo: Sfide di Armigeri itineranti
Ore 22,30: Teatro del Ramino: SIBILLA
Spettacolo ispirato alle leggende e al
ambientazione medievale con trampoli, coreografie di
combattimenti, fuochi, luci ed effetti pirici.
Spettacolo sulla SIBILLA Appenninica
dal Romanzo cavalleresco “Il Guerrier Meschino” di
Andrea da BARBERINO
VENERDI’ 23 AGOSTO
Ore 21,30: BANCHETTO MEDIOEVALE in
costume – prenotazione 0827/45031
SPETTACOLI: - Falconeria A.E.BERGAMOTTI -
Esposizione e volo di rapaci;
Il Drago Bianco: Antonio BONURA -
Spettacolo e manipolazione del fuoco: -
Compagnia “TRIANDANTI” Spettacolo di
Giocoleria e Giullarate-
Ordine del Lupo: Sfide di Armigeri -
Compagnia del Cervo Bianco Gruppo
Itinerante - Musici Medievali
Lo MASTRO MEDIEVALE: Armi e Strumenti
Nel BORGO:- Gruppo “Maestri Medievali”
Cartaro-Candelaro-Pictore-Sortilegi- Li giuochi
Vetraro-Incisore
Ore 22,00: Teatro del Ramino - Parata fantastica
Improvvisa Apparizione di Diavoli e Streghe
- ORE 23,30 e sino allo spuntar del sole … al
CASTELLO - Concerto di Musica Celtica
Sabato 24 e DOMENICA 25 AGOSTO
Ore 18,00 - Apertura Mercatino Medioevale
Spettacoli: ore 18,30 A.E.BERGAMOTTI
- Falconeria Esposizione e volo di rapaci;
Esibizione del volo del falco dal Castello -
Nel BORGO:- Gruppo “Maestri Medievali”
Cartaro-Candelaro-Pictore-Sortilegi- Li giuochi
Vetraro-Incisore
Ore 20,00: Il Drago Bianco: Antonio BONURA
- Il mangiatore di fuoco
Ordine del Lupo: Sfide di Armigeri -
Compagnia “TRIANDANTI” Spettacolo di
Giocoleria e Giullarate-
La Corte dei Buffoni :SpectaculuMusica
canzoni, poesie, stornelli e quant’altro
uscisse dalle loro menti di vita medievale
Compagnia del Cervo Bianco –
Gruppo Itinerante - Musici Medievali
Lo MASTRO MEDIEVALE: Armi e Strumenti.
... per l’intera sera… tutta da godere insieme a
taverne e bancali pieni di ogni delizia..
ore 22,00 – Chiesa di S.Maria Maggiore
Concerto di Canti e Musiche Medioevali
Arpa, Percussioni e Canto
Intervento Poetico - Poesie e Cantiche Medievali –
Lectura Dantis a cura del Prof.Nicola Prebenna
Al Castello - Musiche irlandesi e Celtiche
– Organizzazione ProLoco DeMephiti
 UN EVENTO DA NON PERDERE
 
 
 



martedì 7 agosto 2012

TUTTO PRONTO PER LA XVI EDIZIONE DEL MEDIOEVO A LA ROCCA


MEDIOEVO A  LA ROCCA
IL FASCINO DI UN PAESE MEDIEVALE

La XVI edizione del Medioevo a la Rocca, le fascinose feste medievali, sono l'appuntamento atteso da migliaia di turisti, quest'anno il programma si presenta ricco di attrazioni, di musica etnica, cultura, è notoria l'attenzione e l'ospitalità con le caratteristiche cene medievali.  La "Piccola Assisi dell'Irpinia" si trasforma in un fantasmagorico scenario medievale. A tutti auguro una buona permanenza nel borgo medievale rocchese. Complimenti al Presidente Arch. Alfonso Forgione, all'Amministrazione Comunale che da anni hanno consentito di svolgere interessanti ed intriganti programmi, grazie anche al contributo attivo di tutta la popolazione.


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Feste medievali 2012

Da giovedì 23 a domenica 26 agosto 2012


GIOVEDI’ 23 AGOSTO
Ore 21,00 La Prigionia di Margherita di Svevia:
Apparizione del Fantasma sul Castello –
Dal Castello – Rievocazione del volo delle Lucciole
Ore 21,30: Compagnie ZOOLIANS, ORIGINE :
Spettacolo di fuoco con b
astoni infiammati,
percussioni dal vivo, costumi di fuoco,sputa
fuoco e fuochi d’artificio.
Compagnia del Lupo: Sfide di Armigeri itineranti
Ore 22,30: BARBARIAN PIPE BAND
Gruppo Musica Celtica
Ore 24,00: Compagnie ZOOLIANS: CHIMERES:
Improvvisa Apparizione di mostri fantastici.


VENERDI’ 24 AGOSTO
Ore 21,00: BANCHETTO MEDIEVALE in costume –
(zuppe di farro, legumi ed orzo saraceno, brasato di cinghiale, dolce, vino a volontà)
- necessaria la prenotazione 0827/45031 –
Presenti:
- Gruppo “Il Lauro” Danza medievale e del ventre
- Falconeria Freddy – Esposizione di rapaci;
-Guido Marini:Dante -Poesie e Cantiche Medievali
-Queima Lua – Spettacolo di Fuoco-
-Mirko-Incantatore di serpenti –
-Compagnia del Lupo: Sfide di Armigeri -
Dalla FRANCIA, prima nazionale
Ore 22,00: Compagnie ZOOLIANS: Chimères:
Apparizione di mostri fantastici;
- ORE 23,30 e sino allo spuntar del sole … PIANORO CASTELLO Concerto Medievale dei – BARBARIAN PIPE BAND -
Nel BORGO:
I Mestieri dei “Maestri Medievali


SABATO 25 e DOMENICA 26 AGOSTO
Ore 18,30 – Apertura Mercatino Medievale
Spettacoli: ore 19,00
- Falconeria Freddy – Mostra di rapaci-
- Esibizione del volo del falco dal Castello -
Ore 20,00:
- Compagnia del Cervo Bianco –Musici Medievali – “I TRIANDANTI” -Giullari e teatrino itinerante
- Il Fachiro – Mirko dei serpenti – l’incantatore
- Gruppo “Il lauro” la Danza del Ventre
- QUEIMA LUA” Spettacolo di Fuoco
Nel BORGO:- Gruppo “Maestri Medievali”
Cartaro – Candelaro – Pignottaro – Calzolaro- Forgiaro – Li giuochi – lo Pictore – lo Mosaicista.
Gruppo RICICLATTOLI con giocattoli antichi e medievali e tanto altro ministero… per l’intera sera… tutta da godere insieme a taverne e bancali pieni di ogni delizia..
ore 22,00 – Chiesa di S.Maria Maggiore Concerto di Canti e Musiche Medioevali
a cura del Gruppo ALARC’H –
Poesie e Cantiche Medievali
con Dante il Trobadore
Al Castello – Musiche irlandesi e ballate Celtiche
Gruppo folk D’Agapè -
Ore 24,00 – Incendio del Castello –
– Organizzazione ProLoco DeMephiti –
tel. 082745031 – 3774147104

http://www.roccasanfeliceprolocodemephiti.it/
sito internet:
HIRPUSMEPHITIS

martedì 22 maggio 2012