Visualizzazione post con etichetta rocca san felice. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rocca san felice. Mostra tutti i post

mercoledì 15 dicembre 2010

Rocca San Felice, Auguri Zia Palmira CENTO ANNI: AUGURI! ZIA PALMIRA!

Rocca San Felice, Auguri Zia Palmira

CENTO ANNI: AUGURI!
ZIA PALMIRA! 
Con grande gioia e gratitudine partecipiamo con gioia alla "grande festa" per i cento anni vissuti intensamente dalla nostra carissima Zia Palmira, un donna di doti eccezionali, madre premurosa, consorte dell'indimenticabile Zio "Masto Carmine", quest'ultimo grande artigiano e figura di spicco della cultura popolare rocchese.
Zia Palmira, la ricordiamo per la sua arguzia, religiosità, una donna forte e di grande coraggio. Depositaria dei tanti canti religiosi dei santi, devotissima di S. Felice e S. Felicita, animatrice nella novene rocchesi, indimenticabili.
Uniti ai carissimi figli Antonio, Carmela, Felicina  ed Immacolata, ai nipoti ed amici rocchesi, desideriamo esprime il vivo compiacimento e gli auguri di ogni bene e santità, affidando Rocca ed i rocchesi alle sue preghiere.

Anche il Bollettino di S. Felicita, diretto dal nostro parroco P. Luigi Martella, ne ha voluto dare l'annuncio dell'evento.

Il Sindaco Giuseppe Fiorillo, il Parroco P. Martella, i parenti ed amici rocchesi, saranno presenti a Colleferro, dove Zia Palmira risiede, con i nipoti, rappresenteranno tutta la comunità rocchese alla festa del "secolo" di Zia Palmira.
 Un caro9 abbraccio dall'amata Rocca e dai rocchesi.

Giovanni Orsogna, fratello diacono



II prossimo 18 dicembre compirà cento anni la nostra carissima Palmerina Sicuranza. E' nata difatti nel 1910. Sarà festeggiata da figli e nipoti a Colleferro dove attualmente risiede presso la figlia Immacolata. Palmerina è nata a Rocca San Felice rimanendo orfana di pa­dre all'età di due anni. Si sposò con Carmine Chiusano con il quale ha avuto cinque figli. La sua vita è stata poi incorniciata dalla gioia di 11 nipoti e 13 pronipoti. Alla cara Palmerina che nel corso della sua vita ha testimoniato l'amore e l'incrollabile fede nel Signore, gli auguri più fervidi di grazie esantità da parte nostra e dei rocchesi tutti che ne ricordano la bontà e la costante presenzaorante nelle nostre chiese.
Da Il Bollettino di S. Felicita, dicembre 2010, 15 p.

mercoledì 25 agosto 2010

Rai Tre promuove Rocca San Felice


                                                        Mefite-Aravina,

La Rai promuove la cittadella medievale di Rocca San Felice








Questa sera alle ore 19,20 Rai TRE, promuove con uno speciale la cittadella medioevale, piccola Assisi dell'Irpinia: ROCCA SAN FELICE, nota al pubblico e ai turisti per le celebri feste medievali: Medioevo a la Rocca, che ha raggiunto la XV edizione.

migliaia di turisti e simpatizzanti hanno affluito nel celebre paese altirpino, con un ricco programma, tutta la comunità locale è stata coinvolta, con stands gastronomici, musiche medievali, giocolieri, e rappresentazione teatrali di indubbio valore storico documentale.

Rocca San Felice, già nel passato ha avuto l'onore di essere interessata dal celebre programma di Rai Tre, Passpartout del celebre critico d'arte Philippe Daverio, il noto critico ha presentato la Valle di Ansanto con il celebre culto di Mefite.

Con piacere informiamo gli amici, gli studiosi ed i lettori, merito indiscusso va al Comune di Rocca San Felice, alla Pro loco De Mephiti, diretta dal Presidente Arch. Alfonso Forgione, animatore principale dell'evento delle feste medievali.

Invito gli amci a collegarsi con la Rai e godersi dell'interessante servizio e speciale.

Pubblicato da hirpusmephitis a 03:30 0 commenti

Etichette: 2010, Avellino-Rocca San Felice, feste medievali, Rai Tre, speciale Rocca San Felice

sabato 24 luglio 2010

Medioevo a la Rocca, XV edizione... I successi dell'evento


Medioevo a la Rocca... Edizione 2010


Locandina a cura della Pro Loco De Mephiti



Quindicesima Edizione delle Feste Medioevali
a Rocca San Felice (Av)
19 – 20 – 21 – 22 AGOSTO 2010
Giovedì
19 AGOSTO

ore 20,30 Apertura Feste Medioevali
Rievocazione Storica e Corteo in Costume Medioevale-Danze e musiche Medioevali a
c ura del Gruppo “Il Contrapasso” - Musici, giullari e trobadore
o ore 23,00: La Prigionia di Margherita di Svevia Apparizione del Fantasma u sul Castello
Rievocazione del volo delle Lucciole
ORE 23,30: LA NOTTE del SABBA - Musiche Medioevali e Celtiche a cura
del Gruppo “Rotha Themporis” –
Venerdì 20 AGOSTO
o ore 21,30: BANCHETTO MEDIOEVALE in costume -(zuppe di legumi, cacciagione, brasato di cinghiale, dolce, vino a volontà) – necessaria la prenotazione
Gruppo Compagnia dei FARANDULA – Musica Antica – i Follorum -giullari di corte – I Falconieri di Freddy e il Fachiro insieme al trovadore Luca Marini - poesie e cantiche medioevali Nel BORGO:- Homo Faber – Antichi Mestieri
Scriptorum, mosaicista, arte della carta, osbergaio, caput magister, l’arceria, la
ba ratteria e giochi e tanto altro ministero... tutti i giorni….

ORE 24,00 e sino allo spuntar del sole … al CASTELLO -Musiche Medioevali e Celtiche a cura del Gruppo “Rotha Themporis” –

Sabato 21 AGOSTO
ore 18,30 apertura mercatino medioevale
spettacoli : I Falconieri di Freddy –
esibizione del volo del falco dal Castello Medioevale Gruppo Compagnia dei FARANDULA – Musica Antica – i Follorum -giullari di corte- I Falconieri di Freddy e il Fachiro insieme al Trobadore Luca Marini poesie e cantiche medioevali
Ore 23,00 - Spettacolo a cura del gruppo “Il Teatro del Ramino”: “VIRTUS et LUXURIA” ed inoltre taverne, osterie e giochi medioevali
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Domenica 22 AGOSTO
ore 18,30 apertura mercatino medioevale
I Falconieri di FREDDY- esibizione del volo del falco dal Castello Medioevale - Gruppo Compagnia dei FARANDULA – Musica Antica – i Follorum -giullari di corte- , il Fachiro – il Trobadore Luca Marini poesie e letture di passi della Divina Commedia ed inoltre taveme, osterie e giochi medioevali;

ore 22,00 – Concerto di Canti e Musiche Medioevali nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a cura del Gruppo Musici Compagnia Farandula

Ore 23,30 Rievocazione del volo delle Lucciole – Chiusura Feste Medioevali.

Organizzazione ed informazioni: Pro Loco DE MEPHITI – tel. 082745031 – 3476273894
Per TRE giorni é allestita una mostra dell’Arte dei Mestieri medioevali a cura di Homo Faber di VITERBO
prenotazioni cena medioevale del 20.08.2010 cell. 3476273894 – 0827/45031

INVITO I TURISTI, GLI AMICI A PRESENZIARE ALLA MANIFESTAZIONI DELLE FESTE MEDIEVALI DI ROCCA SAN FLICE, UN APPUNTAMENTO DA NON MANCARE NELLA RISCOPERTA DELLE MAGIE DEL CENTRO STORICO, MUSICA, ARTE, TURISMO NELLA PICCOLA ASSISI DELL'IRPINIA

Rocca San Felice, piccola antologia

Rocca San Felice, piccola antologia

Lorena Longobardi ha scritto di recente un bell'articolo:
In ascesa dalla valle dell’Inferno alle vie della Rocca medioevale
di Longobardo Lorena (Blog Rocca San Felice. Alla Scoperta della nostra Italia)

Lo riproponiamo in attesa di rivivere le magiche giornate delle Feste medievali, giunte alle XVI edizione, promosse dalla Pro-Loco De Mephiti, con il patrocinio del Comune di Rocca San Felice, Regione Campania e Comunità Montana Alta Irpinia.
Un'esempio da imitare, per la felicve scelte di animare il più bel centro storico della Verde Irpinia, con spettacoli medievali, stads gastronmici, rievocazioni storiche della leggendea della Margherita d'Austria.
Si affianca anche la consueta ospitalità e gentilezza dei rochesi che con grande sinergia con le istituzioni e la popolazione, animano l'estate rocchese.
Complimenti agli organizzatori e un arrivederci a Rocca San Felice...
con le feste medievali....



Adagiato su di un colle, in un’ampia conca irrorata dai fiumi Frédane e Ufita, il bel borgo di Rocca San Felice costituisce oggi uno dei comuni montani della Provincia di Avellino.
Ciò che si prospetta davanti agli occhi del visitatore è un vero e proprio spettacolo della natura che coinvolge tutti e cinque i sensi: la vista della terra arida e desolata, il rumore del torrente, l’odore acre di zolfo, il tatto della pietra locale, l’eco che risuona nella vallata.
Parliamo di un luogo dell’alta Irpinia, la Valle d’Ansanto, al cui fascino non ha resistito neppure Virgilio, che nel libro VII dell‘Eneide (vv. 563-570) descrive il sito come uno “specus orrendum”, un antro della morte.
In questi versi il sommo poeta fa riferimento ad un’orrenda spelonca, dove l’antica tradizione locale individuava un altro punto di accesso all’oltretomba, equivalente al più famoso lago d’Averno.
Meta prediletta dagli scienziati, questo paesaggio infernale è soggetto a interessanti fenomeni di vulcanesimo e consiste in un laghetto fangoso, detto Mefite. In questo, l’acqua cupa, melmosa e fumante ribolle non per l’alta temperatura, ma per lo sprigionarsi violento di anidride carbonica e di acido solfidrico, che producono asfissia nei piccoli animali e sono pericolosi per l’uomo. Anche la vegetazione intorno al lago è impedita dalle emanazioni dei gas.
La storia di Rocca San Felice può essere suddivisa in due periodi: quello della Mefite dal VII secolo a.C. e quello del borgo medioevale organizzato intorno al castello eretto dai Longobardi, dall’848 d.C. all’incirca.
La tradizione scritta, vuole che in questi luoghi la dea Mephitis venisse invocata dagli antichi abitanti della valle. Questi, attratti dai misteriosi vapori esalati dal lago, si insediarono qui e presero a immolare animali e a offrire oggetti preziosi alla dea, venerata per la fertilità dei campi e delle donne. In suo onore costruirono un tempio e quel luogo divenne sacro. Gli scavi compiuti negli anni cinquanta hanno dimostrato che qui sorgeva effettivamente un santuario italico dedicato alla dea Giunone Mefitide, il cui culto dovette esistere fin dal secolo VII a.C.
Campagne di scavo hanno permesso di recuperare molti ex voto in bronzo, terracotta e legno di estremo interesse e rarità: spiccano, tra questi, alcune statue lignee rozzamente lavorate, che nella stilizzazione esasperata hanno una insolita potenza espressiva. Gran parte di questi reperti è attualmente conservata presso il Museo Irpino di Avellino, nella nuova Sala Mefite.
Con la diffusione del Cristianesimo il tempio fu distrutto, il culto di Mefite fu abbandonato e a esso si sovrappose il culto per la martire cristiana Santa Felicita, venerata in un piccolo santuario tuttora esistente.
Il secondo periodo della storia di Rocca si riallaccia alle lotte per la conquista del principato di Benevento, risolte da re Ludovico II, figlio dell’Imperatore di Germania Lotario, che impose ai contendenti nell’848 la scissione del principato conteso. Il torrente Frédane ne segnò il confine, per la cui sorveglianza Radelchi, principe di Benevento, fece edificare due fortezze: quella di Sant’Angelo a Pesco - oggi Pescone - e quella di Rocca San Felice.
Fu dunque nell’alto Medioevo, col progressivo stanziamento degli abitanti degli insediamenti limitrofi attorno alla rocca longobarda alla ricerca di rifugio e protezione, che si costituì il primo nucleo abitato di Rocca San Felice. Rimasto pressoché integro, esso coincide con l’attuale centro storico, costituito dal castello, dalla piazza, da vicoli e case basse in pietra locale.
Il castello, di cui avanzano il portale d’ingresso, la torre centrale e alcuni resti delle mura di cinta, domina il paese dall’alto, mentre ai suoi piedi si svolge la vita del piccolo borgo, dove si trova la piazza, raggiungibile percorrendo in discesa le antiche rampe. Varcato il portale della fortezza, si apre uno spiazzo che ospitava le abitazioni degli artigiani e dei soldati; oltrepassato un altro ingresso fortificato si entra nel donjon, che costituisce il nucleo più antico dell’insediamento.
Passeggiare oggi per le vie del borgo è un’esperienza davvero entusiasmante, soprattutto in occasione delle varie feste che animano il paese nel corso dell’anno. Il 14 gennaio e il 10 agosto il paese festeggia la sua patrona Santa Felicita, ma ci sono altre manifestazioni suggestive per i turisti e gli abitanti del posto.
La Festa dei Cortili, che ha luogo il 14 agosto, vede le più antiche dimore gentilizie aprire i loro cortili, cantine e granai ad artisti, musicisti e visitatori per festeggiare piacevolmente, con assaggi di antica gastronomia, una notte d’estate.
Nel penultimo weekend di agosto, invece, si rivive il passato del borgo con una serie di feste medioevali, durante le quali le case e le botteghe vengono addobbate con drappi e stendardi ed entrano in scena tutti i protagonisti dell’epoca: osti, mercanti, pittori, dame, cavalieri, soldati, giocolieri, cartomanti e maghi, tutti rigorosamente in abiti d’epoca.
A me, da sempre appassionata di storia medioevale, è capitato di partecipare da spettatrice a una di queste feste e, non nutrendo grosse aspettative, ne sono rimasta invece sorprendentemente colpita.
Dopo aver visitato i resti del castello, illuminato da fiaccole sparse lungo le rampe ad indicarne il percorso, ed aver apprezzato la bottega del dipingitore, ma soprattutto l’odore e il sapore della brace allestita su di una terrazza panoramica, ho assistito alla messa in scena di un processo alla strega.
La piazza, che conserva orgogliosamente il suo tiglio della libertà piantato nel corso della Rivoluzione napoletana del 1799, era gremita di gente accorsa per assistere, curiosa, proprio come avveniva nel Medioevo, al processo e alla condanna a morte di una donna, che le cronache locali accusarono di stregoneria. Il tutto interpretato da bravi attori ed accompagnato da un’azzeccata colonna sonora incalzante che culminava nella scena finale del rogo, di grande impatto emotivo.
Recentemente ho avuto modo di apprezzare come manifestazioni del genere stiano prendendo piede un pò in tutta Italia grazie al fenomeno delle rievocazioni storiche, un vero e proprio trend capace di unire l’utile (la valorizzazione di borghi altrimenti sconosciuti) al dilettevole (una piacevole passeggiata fuori porta).
E questa fusione di cultura e spettacolo non può che far piacere a chi, come me, è perennemente alla ricerca e “alla scoperta della nostra Italia”.
(Lorena Longobardi) 

PROGRAMMA  FESTE MEDIEVALI

Quindicesima Edizione delle Feste Medioevali
a Rocca San Felice (Av)
19 – 20 – 21 – 22   AGOSTO  2010






Giovedì  19  AGOSTO 2010
ore 20,30 Apertura Feste Medioevali
Rievocazione Storica e Corteo in Costume Medioevale-Danze e musiche Medioevali a cura del Gruppo “Il Contrapasso” -  Musici, giullari e trobadore
ore 23,00:   La Prigionia di Margherita di Svevia     Apparizione del Fantasma sul Castello
Rievocazione del volo delle Lucciole
ORE 23,30: LA NOTTE del SABBA -                       Musiche Medioevali e Celtiche a cura
del Gruppo “Rotha Themporis” –

domenica 11 luglio 2010

Il Santuario di S. Felicita


Santuario, Santa Felicita, busto ligneo sec. XVIII, prima del restauro

 Il santuario di S. Felicita Martire è stato restaurato nell'interno con il rifacimento dell'area presbiteriale, è stato collocato il nuovo altare, l'ambone e la sede.  iI tempio così rinnovato, insieme al consolidamento e restauro del campanile è ritornato all'antico splendore. I lavori sono stati curati dal parroco P. Luigi Martella e dal comitato, e dai fedeli.

Grande festa si è tenuta nei giorni 8-9-e 10 luglio con la numerose presenza di pellegrinio provenienti dalla Campania e Puglia .

Il Santuario pubbloica anche il Bollettino di Santa Felicita che è giunto al n. 1 dell'anno 37°. complimenti al parroco. Il santuario ha pubblicato  la Vita e martirio di Santa Felicita e dei suoi sette Figli, nuova edizione dell'opera di P. Zaccaria Santoli, redentorista e rocchese.

Santuario S. Felicita

La facciata del Santuario di Santa Felicita La croce nei pressi del Santuario di Santa Felicita su cui è incisa la data del 1930 Nei pressi della Mefite, non lontano dal centro urbano, si trova il Santuario dedicato a S. Felicita, eretto sulla collina dove insisteva il nucleo romano abitato, a seguito del definitivo abbandono del tempio dedicato alla Dea Mefite situato nella Valle d'Ansanto. Vicino al Santuario si trova anche la croce mostrata dall'immagine sulla destra, su cui si legge la data del 1930.
L'edificio religioso, meta di pellegrinaggio, venne eretto originariamente durante il Medioevo, in epoca longobarda, e venne indicato negli statuti del 1440. Venne ristrutturato verso la metà del XVII secolo ed interamente ricostruita nel XX secolo, anche se la facciata, di epoca anteriore, contiene un portale in pietra del XVIII secolo.
All'interno, ad una sola navata, notevoli sono le tele (alcune attribuite ad Ovidio Martino) del 1573, che raffigurano il martirio di Santa Felicita e dei suoi sette figli, un mezzo busto in legno scolpito e policromo del XVII secolo che ritrae Santa Felicita, In due nicchie laterali vi si ammirano le statue di S. Lucia V. e M., e di S. Felicita M. ad altezza naturale, erroneamento attribuita nel passato a S. Filomena. Questa statua si trovava nella chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore. L'attribuzione deriva dal confronto con il pannegguio ed i simboli floreali ritrovati sul mezzo busto della santa martire, restaurata alcuni anni orsono.
In locali annessi alla chiesa si custodiscono una raccolta di reperti archeologici ritrovati in situ, e che attendono uno studio sistematico.
Resta il rammarico di non aver potuto realizzare il trentennale progetto di ampliare il santuario, con una sala di accoglienza dei pellegrini.
Si rinnova l'invito al Parroco e rettore del santuario a voler reintraprendere la richiesta all'Arcivescovo Mons. Francesco Alfano per ottenere il decreto di elevazione a santuario diocesano per la famiglia.
Tra le reliquie della Santa Martire sono custodite nel petto della sua statua due denti molari; mentre la testa secondo le ultime ricerche si trova custodita nella Chiesa di S. Felicita sull'Arno in Firenze.
Presso Alife, sono custoditi anche 4 busti reliquiari di Felicita e dei Figli Martiri. 
S. Felicita è anche patrona principale dell'Abbazia della SS.ma Trinità dei Cava dei Tirreni.

FELICITA E SETTE FIGLI SCHEDE BIOGRAFICHE 
DI FILIPPO CARAFFA
Santa Felicita e sette fratelli Martiri
23 novembre

m. Roma, 165

Emblema: Palma

Martirologio Romano: A Roma nel cimitero di Massimo sulla via Salaria nuova, santa Felicita, martire.
Ascolta da RadioMaria:
 

I


Santa Felicita e sette fratelli Martiri
m. Roma, 165
Emblema: Palma

Martirologio Romano: A Roma nel cimitero di Massimo sulla via Salaria nuova, santa Felicita, martire.


Ascolta da RadioMaria:
  

Il più antico documento che ricorda la martire Felicita il Martirologio Geronimiano, il quale, alla data del 23 novembre, ha: "Romae in cimiterio Maximi, Felicitatis" (il cimitero di Massimo è sulla via Salaria Nuova). Questa notizia del Geronimiano è confermata dagli itinerari, i quali indicavano ai pellegrini il sepolcro della martire in quel cimitero, e dalle biografie dei papi che lo avevano restaurato. Un frammento di epitafio ci fa sapere che due cristiani si erano scelti qui il sepolcro:
Conferma questa notizia il fatto che, al tempo di Gregorio Magno (590-604), tra gli altri olii raccolti dal presbitero Giovanni sui sepolcri dei martiri romani, fu offerto alla regina Teodolinda anche l'olio della lampada che ardeva presso il sepolcro della martire. Egli, tuttavia, tratto in inganno dalla pittura murale, rappresentante Felicita in mezzo a sette figure, credette che qui riposassero con lei i suoi sette figli.
Il Burkitt, contro l'opinione comune, ha preteso dimostrare, senza argomenti convincenti, che la Felicita del Canone romano, non è la compagna di Perpetua, ricordata il 7 marzo, ma la Felicita del 23 novembre.
Felicita è conosciuta comunemente come la madre dei sette fratelli martiri. La sua passio è pervenuta attraverso due testi: il primo, molto breve, è conservato in numerosi mss., il secondo si riallaccia ad una traslazione di reliquie a Benevento ed è un rimaneggiamento senza valore del primo. Secondo la passio più antica, composta tra la fine del sec. IV e l'inizio del sec. V, Felicita, ricca vedova, fu accusata da sacerdoti pagani all'imperatore Antonino. Publio, prefetto di Roma, incaricato dall'imperatore di giudicare la santa, cominciò ad interrogarla da sola, e tuttavia non ottenne alcun risultato. Il giorno dopo fece condurre la madre e i sette figli presso il foro di Marte, ma Felicita esortò i figli a rimanere saldi nella fede. Il giudice se li fece condurre davanti l'uno dopo l'altro: Gennaro, Felice, Filippo, Silano, Alessandro, Vitale e Marziale. Non riuscendo a piegare la loro costanza, li assegnò a diversi giudici incaricati di eseguire la sentenza di morte, che fu eseguita con diversi supplizi. Questo racconto è una imitazione dell'episodio biblico dei sette fratelli Maccabei e non ha alcuna base storica. Gli Acta di Felicita, inoltre, richiamano quelli analoghi di s. Sinforosa e dei suoi sette figli. I sette nomi, dati ai pretesi figli di Felicita, si trovano nella Depositio Martyrum alla data del 10 luglio, senza alcun rapporto di parentela fra loro e con Felicita Poiché questi martiri erano sepolti in quattro cimiteri, l'agiografo ha creduto opportuno di scrivere che la sentenza fu eseguita da quattro giudici. E' da aggiungere che l'autore non dice dove fosse il sepolcro dei martiri e tanto meno il loro giorno anniversario. Damaso, poi, nell'epigrafe in onore dei ss. Felice e Filippo, mostra di ignorare questa parentela e i tre versi che si riferiscono a Felicita sono di origine dubbia.
Sul sepolcro di Felicita, papa Bonifacio I (418-22) edificò una basilica nella quale egli stesso fu sepolto, come indicano il Martirologio Geronimiano (VI sec.) e il Liber Pontificalis. La devozione del papa a Felicita nacque dall'essersi egli rifugiato in quel cimitero ed avere abitato in costruzioni sopra terra durante lo scisma di Eulalio, terminato come egli ritenne, per opera della santa. Nella basilica, s. Gregorio Magno recitò un'omelia nel dies natalis della martire, facendo riferimento alla passio. I resti di un dipinto del sec. VIII, nella stessa catacomba, mostrano il Redentore che dà la corona a Felicita e a sette martiri, quegli stessi che sono stati creduti figli di Felicita.
Presso le terme di Traiano dal lato verso il Colosseo, nel 1812 fu scoperto un oratorio in onore della santa con la sua immagine; qui si recavano le matrone a pregare. Felicita, come attesta l'iscrizione ivi scoperta, posta ai lati del capo, era venerata come protettrice delle donne romane:FELICITAS CULTRIX ROMANARUM.
L'oratorio, di modeste dimensioni, era ornato, nella nicchia dell'altare, da una pittura del sec. V-VI, la quale rappresentava la martire, eretta, in figura di orante, con intorno i suoi sette pretesi figli, e in alto la figura' del Redentore, che tiene nella destra una corona gemmata per cingerle il capo. Quando il dipinto venne alla luce, mostrava a destra, in basso, la figura di un carceriere con la chiave: forse perché si credeva che Felicita fosse stata in carcere in questo luogo, prima di sostenere il martirio. Il De Rossi ritiene che il sito fosse l'abitazione di Felicita: se ciò corrispondesse alla realtà, si spiegherebbe la devozione delle matrone romane per esso.
Il Martirologio Romano commemora Felicita alla data del 23 novembre, con un elogio preso dalla passio.
E' invocata, a causa dei pretesi sette figli, dalle donne che desiderano avere prole.

Autore:
Filippo Caraffa


Fonte:

Bibliotheca Sanctorum



Spunti bibliografici a cura di LibreriadelSanto.it
Altri suggerimenti...






Autore: Filippo Caraffa


Fonte:   
    Bibliotheca Sanctorum



Spunti bibliografici a cura di LibreriadelSanto.it

    * Roberto Olivato, Sacrari, santi patroni e preghiere militari, Edizioni Messaggero, 2009 - 312 pagine
    * F. Agnoli, M. Luscia, A. Pertosa, Santi & rivoluzionari, SugarCo, 2008 - 184 pagine
    * Benedetto XVI, I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI, Libreria Editrice Vaticana, 2008 - 151 pagine
    * Lanzi Fernando, Lanzi Gioia, Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari, Jaca Book, 2007 - 237 pagine
    * Maria Vago, Piccole storie di grandi santi, Edizioni Messaggero, 2007 - 64 pagine
    * Piero Lazzarin, Il libro dei Santi. Piccola enciclopedia, Edizioni Messaggero, 2007 - 720 pagine
    * Ratzinger J., Santi. Gli autentici apologeti della Chiesa, Lindau Edizioni, 2007 - 160 pagine
    * KLEINBERG A., Storie di santi. Martiri, asceti, beati nella formazione dell'Occidente, Il Mulino, 2007 - 360 pagine
    * Mario Benatti, I santi dei malati, Edizioni Messaggero, 2007 - 224 pagine
    * Sicari Antonio M., Atlante storico dei grandi santi e dei fondatori, Jaca Book, 2006 - 259 pagine
    * Dardanello Tosi Lorenza, Storie di santi e beati e di valori vissuti, Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
    * Butler Alban, Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario, Piemme, 2001 - 1344 pagine
    * Giusti Mario, Trenta santi più uno. C'è posto anche per te, San Paolo Edizioni, 1

domenica 10 agosto 2008

Rocca San Felice, Le feste medievali 2008


LA PRO LOCO DI ROCCA SAN FELICE DIFFONDE IL PROGRAMMA DELLE FESTE MEDIEVALI

Le feste medioevali a Rocca San Felice.

Nel borgo irpino quatto giorni con i protagonistidel '200 dal 21 al 24 agosto 2008.
Nel penultimo fine settimana di agosto, Rocca chiude le sue porte al presente e con un tuffo nel passato il suo borgo medioevale rivive con guitti e giocolieri, dame e cavalieri, osti e mercanti, maghi e fattucchiere: sono le Feste Medioevali.

Ogni casa si addobba con drappi e stendardi, ogni cristiano si veste con tuniche e stole, ogni dama si orna con velluto e gioielli per far rivivere al visitatore la suggestione di un tempo che fu.
E quando tra gli stretti vicoli del borgo, tra le vecchie case in pietra si incontrano l'oste che mesce il vino dalla botte, la vecchia megera che legge la mano ad una speranzosa damigella, i soldati che trascinano il prigioniero messo alla gogna, il mendicante che si prostra per un misero tozzo di pane, il signore che spavaldo porta a spasso la sua alterigia, l'incantesimo è riuscito ed ognuno potrà dire di essere andato a spasso nel tempo.
Programma
21 agosto 2008
ore 18:00Convegni di Apertura della Manifestazione
ore 19:30 RIEVOCAZIONE STORICA della prigionia di MARGHERITA di SVEVIA nel castello di Rocca San Felice - Corteo in costume d'epoca
ore 22:00 - Il richiamo di Margherita di Svevia - Apparizione del "fantasma" di MARGHERITA ed inoltre... spadaccini, giullari, giocolieri
22 agosto 2008
ore 21:30 -BANCHETTO MEDIOEVALE
(zuppe di legumi, cacciagione, brasato di maiale, dolce,vino a volontà - prenotazioni al n° 0827 45031)
Gruppo Compagnia Trobadorica e Musica Antica - Giullari in festa Musici Medioevali del Gruppo Cantorum dei Musici Trobadore Gratulantes Spettacoli itineranti Falconieri di "De Thempore Exeundi"Sbandieratori della Citta di Melfi - Tamburini e Piramide umanaDanzatrice del ventre e Ballo delle Tre anforeore 22:00Il richiamo di Margherita di Svevia - Apparizione del "fantasma" di MARGHERITA
23 agosto 2008
ore 18,00- apertura Mercatino Medioevale e Botteghe del Borgo
ore 19:00 e 20:00 - spettacolo di Falconeria gruppo "De Thempore Exeundi"Esposizione volatilidalle ore 21:00 in poiEsposizione di giochi medioevali e giochi di ruolo Accampamento militare ed esibizione sul castelloArmigeri della Compagnia Tempora Medioevalis Accampamento sul Castello - rievocazione DUELLO MedioevaleI DRAGHI - Spettacolo di mangiafuoco e giocheriaGruppo Compagnia Trobadorica e Musica Antica e Giullari in FestaMusici Medioevali del Gruppo Cantorum dei Musici Trobadore GratulantesSpettacoli itinerantiSbandieratori della Citta di Melfi - Tamburini e Piramide umanaore 22,30Spettacolo teatrale del gruppo "I Bardilos"Rievocazione dell'Atto del Matrimonio Medioevaleed inoltre taverne, osterie ed altro . . .
24 agosto 2008
ore 18,00 -apertura Mercatino Medioevale e Botteghe del Borgo
ore 19:00 e 20:00spettacolo di Falconeria gruppo "De Thempore Exeundi"Esposizione volatili
dalle ore 21:00 in poi Esposizione di giochi medioevali e giochi di ruolo Accampamento militare ed esibizione sul castelloArmigeri della Compagnia Tempora Medioevalis rievocazione DUELLO MedioevaleAccampamento sul Castello I DRAGHI - Spettacolo di mangiafuoco e giocheriaGruppo Compagnia Trobadorica e Musica Antica e Giullari in FestaMusici Medioevali del Gruppo Cantorum dei Musici Trobadore GratulantesSpettacoli itinerantiSbandieratori della Citta di Melfi - Tamburini e Piramide umana
ed inoltre taverne, osterie ed altro . . .
http://www.comune.roccasanfelice.av.it/

Informazioni Turistiche:

venerdì 8 agosto 2008

Rocca San Felice, invito al borgo medievale

ROCCA SAN FELICE. Per chi è alla ricerca di memorie, sapori, gusti mediterranei, di riscoprire il fascino di un borgo medievale, ormai alla ribalta nazionale, non può non far tappa a Rocca San Felice, piccola Assisi irpino, la magia e il fascino del medioevo è un felice connubio, grazie alla cordiale ospitalità dei rocchesi. La Pro-Loco DE MEPHITI e l’Amministrazione Comunale sono sempre attente nell’impegno di offrire ai visitatori e ai graditi ospiti il meglio delle loro possibilità. Nel penultimo fine settimana di agosto, Rocca chiude le sue porte al presente e con un tuffo nel passato il suo borgo medioevale rivive con guitti e giocolieri, dame e cavalieri, osti e mercanti, maghi e fattucchiere: sono le Feste Medioevali. Ogni casa si addobba con drappi e stendardi, ogni cristiano si veste con tuniche e stole, ogni dama si orna con velluto e gioielli per far rivivere al visitatore la suggestione di un tempo che fu. E quando tra gli stretti vicoli del borgo, tra le vecchie case in pietra si incontrano l'oste che mesce il vino dalla botte, la vecchia megera che legge la mano ad una speranzosa damigella, i soldati che trascinano il prigioniero messo alla gogna, il mendicante La descrizione continua...
che si prostra per un misero tozzo di pane, il signore che spavaldo porta a spasso la sua alterigia, l'incantesimo è riuscito ed ognuno potrà dire di essere andato a spasso nel tempo. Per l’occasione l’intero borgo dal Castello, alla Piazza S. Felice diventa una magnifico scenario dove l’arte, la gastronomia tipica, il buon vino, la musica, e il teatro ne fanno da padroni. Il carnet dell’Undicesima edizione delle Feste Medievali è ricco di appuntamenti: 23 agosto 2007 Palazzo LAUDISI -SANTOLI apertura bottega del dipingitore riproduzioni di icone con tecnica medioevale a cura di Floriana Lisena esposizione del volume “Il Bestiario medioevale” ORE 23,00 e fino allo spuntar del sole LA NOTTE del SABBA processo alla strega a cura del maestro Salvatore Mazza a seguire La Compagnia ATMO presenta “LE STAGIONI DELL’AMORE” ed inoltre ….fattucchiere, imbonitori, alchimisti, monaci, cartomanti, spadaccini, giullari, giocolieri e tanti misteri 24 agosto 2007 ore 21,30 BANCHETTO MEDIOEVALE (zuppe di legumi, cacciagione, brasato di maiale, dolce, vino a volontà – prenotazioni al n° 0827 45031) Cantores Ipocritas euphorionis - musici – I Falconieri Virgola – giullare di corte – La baracca dei Buffoni – saltimbanchi e giullari – Alchymia – Comp. della Spada - duelli e disfide – La comp. della danza di Salerno 25 agosto ore 18,00 apertura mercatino medioevale spettacoli La baracca dei Buffoni – saltimbanchi e giullari – Cantores Ipocritas euphorionis - musici – I Falconieri Botteghe della Fantasie – giullare – Comp. della Spada accampamento militare ed esibizione sul castello Il Giullar cortese Ore 21,00 Cortile palazzo Rossi/Di Vito Liriche medioevali Letture di passi della Divina commedia a cura del maestro S. Mazza accompagnate da arpa e flauto ed inoltre taverne, osterie e giochi medioevali 26 agosto ore 10,00 apertura mercatino medioevale spettacoli ore18,00 I Falconieri – esibizione del volo del falco – ore 21,00 La baracca dei Buffoni – saltimbanchi e giullari – Cantores Ipocritas euphorionis - musici – Botteghe della Fantasie – giullare – Comp. della Spada accampamento militare ed esibizione sul castello Cortile palazzo Rossi/Di Vito Liriche medioevali letture di passi della Divina commedia a cura del maestro Salvatore Mazza accompagnate da arpa e flauto ed inoltre taverne, osterie e giochi medioevali In tutte e quattro le serate verrà allestita una mostra figurativa ad oggetto “Immaginario medioevale ANIMALI, POPOLI E DIAVOLI” con riproduzioni a cura di Floriana Lisena. Organizzazione ed informazioni: Pro Loco DE MEPHITI tel. 0827 45022 – 082745060 - 082745031 Se la curiosità di “toccare con mano” la vita di questo luogo ha fatto nascere in voi gentili lettori l’intenzione di visitarlo, non mancate di recarvi a Rocca ad apprezzare i rarissimi reperti del castello nel museo civico “Don Nicola Gambino”, immergervi nei vicoli e viuzze del borgo, … Se volete che il sogno continui, non avrete che calarvi nella tradizione delle feste medievali: nella calde serate agostane, le stradine, la piazza col mitico tiglio si illumina di colori come un magico caleidoscopio e le pietre tornano a vibrare al suono di ballate dal sapore antico. Se avete, per finire un desiderio “incoffessabile”, dulcis in fundo potrete bearvi con una sosta gastronomica, in cui assaggerete il prezioso e quanto raro pecorino di Carmasciano, magari servito con miele di castagno: il vino locale completerà la vostra gioia e… mi ringrazierete. Chissà se un giorno un testimonial di fama si innamori di Rocca San Felice e diventi ambasciatore nel mondo, noi ce lo auguriamo. Dimenticato, complimenti alla Pro-loco e al Comune di Rocca San Felice. Giovanni Orsogna Il Falcone La caccia alle streghe… ricordando Margherita di Svevia FOTO. Edizione 2006, Feste medievali Rocca San Felice, Piazza S. Felice i banchi medievali.

Il mito dell'ambra e la Valle di Ansanto

Antologia letteraria...IL MITO DELL'AMBRA. LA VALLE DI ANSANTO
Il mito dell'ambra.
La stipe votiva del santuario di Mefite nella Valle d’Ansanto (in provincia di Avellino) restituì anni fa un importante oggetto votivo, testimonianza della sua frequentazione fin da tempi remoti: una collana di ambra; oggi conservata nel Museo Irpino. La collana è fatta a grossi pendagli in forma di testa femminile, vista di prospetto con tutulus. Ragioni stilistiche indussero a datare le ambre del gruppo di Roscigno, con cui questa della Valle di Ansanto trova il più diretto confronto, alla fine del VI secolo a. C. Nuovi rinvenimenti a Melfi, Pisciolo (II metà V secolo a. C.), a Telese (fine del V sec. a. C.) e a Paestum (Andriuolo fine V-IV), inseriscono questi prodotti in una nuova più ampia problematica storica.
Gli antichi attribuivano poteri straordinari all’ambra, che la mitologia greco-romana collegava alla tragica fine di Fetonte, il giovane figlio del Sole fulminato da Zeus quando alla guida del carro paterno stava per dare fuoco al mondo intero. Le sorelle di Fetonte, che ne piansero la morte , vennero tramutate in alberi, da cui trasudavano non lacrime ma l’ ambra.
Gli antichi conoscevano bene la provenienza di questa resina fossile. Plinio il Vecchio ci dice che

l’ambra proveniva dalla Germania e di lì attraverso la Pannonia essa giungeva ai Veneti nell’alto Adriatico. E Tacito nella sua opera Germania riferisce come nell’estremo Nord dell’ Europa si trovi una popolazione, gli Estii, che raccoglie, nelle secche e sul litorale “dell’Oceano settentrionale”, l'ambra, che chiamano gleso. Essi, però, non si son posti il problema né della natura di questa sostanza né quale causa la produca; la raccolgono grezza, e la cedono per poco o niente. Per lo storico romano l’ambra è una secrezione di alberi, perché spesso si scorgono in trasparenza animaletti terrestri e anche volatili che, invischiati in quel liquido, vi restano racchiusi al solidificarsi di esso.
Di recente la prof. Francesca Fiorile ha scritto un interessante volume dal titolo PRESENZA E SCOMPARSA DELL’AMBRA IN LUCANIA TRA ANTICHITÀ E MEDIOEVO, che il Consiglio Regionale della Basilicata ha pubblicato nel 2004, come lodevolmente sta facendo da alcuni anni con opere che interessano la regione. Il volume della Fiorile apre nuove prospettive anche per capire da dove potrebbe provenire la collana di ambra ritrovata nella Valle di Ansanto.
“Nei paesi nordici –scrive la studiosa- l’ambra veniva usata fin dal Neolitico; sulla base dei ritrovamenti si possono ricostruire le tre vie fondamentali sulle quali si muoveva l’ambra: una occidentale, che collegava il Mare del Nord alle foci del Rodano; una centrale che scendeva dalle foci della Vistola all’alto Adriatico e una terza, orientale, dalle coste meridionali del Baltico raggiungeva il Mar Nero.Sulla base dei rinvenimenti a sud delle Alpi, il corso dell’Adige sembra costituire la vera porta d’ingresso dell’ambra nordica nella pianura padana fino al XIII secolo a. C.”.

Nella penisola italiana il commercio dell’ambra fu fiorente nel nord dell’Adriatico. “Durante la prima metà del primo millennio a. C. le importazioni di ambra grezza dall’Europa settentrionale sono ingenti, tanto che nessuno dei popoli italici rimase estraneo a questo fenomeno e alle sue evidenti implicazioni economiche e culturali: i monili più ricercati erano destinati a personaggi femminili di alto rango, i caratteri terapeutici e apotropaici attribuiti all’ambra ne promuovono l’uso anche presso i ceti inferiori e non sono rari i casi di grani di questa sostanza rinvenuti in tombe maschili e persino di guerrieri”.
Una delle aree più ricche di manufatti in ambra e centro nevralgico dei commerci è l’area Picena, posta nel Medio - Adriatico. L’abbondanza dei reperti in ambra qui rinvenuti giustifica, per molti studiosi, la tesi che i Piceni detenessero nell’antichità il monopolio di questo commercio in Adriatico.
“L’area basso adriatica - sostiene la Fiorile- comprendente il territorio dei Dauni e dei Peuceti, ha restituito il maggior numero di ambre figurate e quelle di più elevato pregio artistico: Canosa si pone come il più probabile centro di produzione, ma è possibile che botteghe di alto artigianato fossero presenti anche negli altri siti. Tra la fine del VI secolo a. C. i rinvenimenti di manufatti in ambra si addensano particolarmente in Daunia e nell’area di Melfi.
“Il convergere di eccezionali testimonianze in questi territori ha alimentato l’ipotesi che localizza a Canosa, alla fine del VI e nel corso del V secolo a. C., botteghe di alto livello specializzate nella lavorazione delle ambre. “In questo centro - fa rilevare la studiosa- si sarebbero stabiliti artigiani provenienti dall’area campana, che avevano dato vitalità ad una produzione di ambre, influenzata dal mondo etrusco ma aperta anche alla suggestione dei modelli ellenici.
Al V secolo risalgono le tombe più ricche, che hanno restituito i pendagli d’ambra di fattura pregiata: da Melfi- Pisciolo provengono, oltre a protomi umane e di ariete, una grande figura di guerriero alato e due figure femminili alate, forse rappresentazioni di sfingi, di produzione locale; allo stesso periodo vanno attribuiti i rinvenimenti di Banzi e di Ripacandida. L’uso di monili in ambra figurata continua anche nella seconda metà del IV secolo”.

La vicinanza all’area Melfese e alla Daunia potrebbe far pensare anche per l’ambra figurata ritrovata nella Valle di Ansanto ad una provenienza dauna, a dimostrazione di un legame culturale del territorio irpino con le regioni adriatiche del Mezzogiorno.
Fonte: Europamente

sabato 26 luglio 2008

Rocca San Felice... In attesa delle feste medievali

In attesa delle feste medievali di Rocca San Felicie, che si terranno nel prossimo mese di agosto invito gli amici di Rocca a deliziarsi dei video prodotti su You Tube.
Complimenti agli autori

feste medievali
05:25 From: olivia166
Views: 871


in QuickList
forum alle feste medioevali rocca san felice
03:40 From: gacipr
Views: 244


in QuickList
Rocca San Felice - Piccola Grande Italia 21
09:33 From: FAMILYLIFETV
Views: 261


in QuickList
capodanno del forum dei giovani rocca san felice
03:27 From: gacipr
Views: 327


in QuickList
grotta va a rocca san felice
02:02 From: fvnda
Views: 233


in QuickList
La "decapitazione " di Lello
00:21 From: ranieridisacco
Views: 1,227


in QuickList
grotta va alle mefite e che tanfa
01:11 From: fvnda
Views: 141


in QuickList
Zio d'America Al Qaeda
00:57 From: grillo1985
Views: 745


in QuickList
festa medievale
00:37 From: vurzio
Views: 1,267


in QuickList
FESTE MEDIOEVALI
01:13 From: giofra1
Views: 172


in QuickList
PATERNESI AL MEDIOEVO ALLA ROCCA
03:56 From: 85pippo85
Views: 347


in QuickList
Mefite di Rocca S. Felice
00:18 From: liciat
Views: 734


in QuickList
Gatti Arrapati
02:25 From: cleol85
Views: 2,672


in QuickList
FUOCHI SAN FELICE
00:54 From: malvinagaia2
Views: 165


in QuickList
grotta va a rocca san felice
01:33 From: fvnda
Views: 57


in QuickList
Funny video san felice skate
01:49 From: alber60